ALAN WAKE IN THE DARK

Alan Wake, titolo annunciato da tempi immemorabili, è finalmente uscito e potevamo farcelo sfuggire? Certo che no. Per tutti quelli che non sapessero di cosa stò parlando, Alan Wake è un titolo della remedy (creatori della famosissima serie Max Payne) sviluppato in esclusiva 360. L’intento degli autori era di ricreare un thriller psicologico basato pesantemente sulla narrazione e che offrisse al tempo stesso tanto gameplay. Il risultato è senz’altro di ottima qualità, ma vediamo nel dettaglio.
Alan, Scrittore senza penna.
La storia vede come protagonista lo scrittore Alan Wake. Da molto tempo non riesce più a scrivere e la moglie, Alice, nel tentativo di aiutarlo lo porta in un paesino sperduto tra le montagne circondato da una lussureggiante foresta. Una volta stabilitisi in un cottage in riva ad un lago, le cose peggiorano, una strana e oscura presenza si aggira appena cadono le tenebre. Alan e i suoi conoscenti sono in pericolo. Un libro scritto apparentemente da Alan Wake, ma che lui non ricorda di aver scritto, sta prendendo vita notte dopo notte. Alan dovrà trovare il modo di mettere fino a questa minaccia.
La foresta degli orrori e le orribili espressioni

La ricostruzione della foresta è di quanto più bello si è visto fin’ora nella next generation, il vento muove alberi e ramoscelli, la nebbia occulta tutto in manto biancastro che trasmette insicurezza. Trovarsi da soli in questa foresta armati di torcia e vedere i giochi di luce creati da essa è meraviglioso. I pochi lampioni e lampade disseminate sono dei segnali di speranza nell’oscurità che ormai sembra che abbia inghiottito tutto e tutti, anche i nostri pensieri. Per quanto riguarda i modelli dei personaggi la grafica non convince presentando texture altalenanti ed espressioni facciali che non si vedono neanche a cercarle col microscopio, un vero peccato per un gioco basato molto sugli stati d’animo dei protagonisti.
Il sentiero della luce

Quando la lunga e infinita notte svanisce all’insegna di una luminosa giornata, il mondo cambia, le ombre sparisco e con esse la paura e l’incertezza del protagonista. La caratterizzazione degli abitanti e magnifica, partendo dalla cameriera di un bar che ha rubato un cartonato di Alan Wake da una libreria per apporlo nel suo bar fino alla magnifica interpretazione di Barry, il manager di Alan, certamente uno dei migliori personaggi di sempre.
Un investigatore combattente

Nelle fasi notturne il ritmo di gioco si infervora proponendo un sistema di combattimento del tutto nuovo. L’arma più potente non sarà la pistola o il fucile ma bensì la luce, che grazie alla sua luminosità indebolirà la presenza oscura che possiede le persone per permetterci di farle fuori a pistolettate. Le armi sono molto poche ma perlomeno sono tutte reali, niente magia grazie, comprendenti torcie assortite, pile, bengala, razzi di segnalazione, granate accecanti, pistole e fucili. La distribuzione delle munizioni e armi è mal congegnata, anche se ai fini della storia ha un suo perché. Infatti prima di ogni grande scontro troverete una bella scatola ricolma di munizioni e armamenti assortiti che vi predirrà l’imminente contro. Ma capiterà anche, in certe sezioni, di rimanere senza munizioni per la vostra amata pistoletta 6 colpi e in questi casi l’unica cosa sarà correre il più velocemente possibile verso la più vicina fonte di luce. Infine vi consiglio caldamente di iniziarlo a difficile fin da subito se no vi perderete tutte quelle sensazioni di costante pericolo che si susseguono per tutta l’avventura.
Trovare la luce di se stessi nell’oscurità
Nessuno che ha giocato ad Alan Wake potrà dire di esserne stato completamente deluso, si certo, le pecche sono molte e la lunga durata di produzione e il grande hype che gli si è creato attorno non gli hanno giovato. Alan Wake deve essere giocato. Se non siete prevenuti non potrete non farvi coinvolgere in una magnifica storia di uno scrittore che non ritrova più se stesso, non ritrova più la sua creatività, ormai completamente sprofondata nelle profondità dell’oscurità.
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